RIASSUNTO

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dAf 87


BOUIRON Marc (éd.)

Marseille, du Lacydon au faubourg Sainte-Catherine (Ve s. av. J-C-XVIIIe s.)

Les fouilles de la place du Général-de-Gaulle

Introduzione

Gli scavi archeologici di piazza Général de Gaulle, preliminari alla costruzione di un parcheggio sotterraneo, hanno interessato 2 400 m2 al centro della città di Marsiglia. La circostanza che questa zona non abbia subito scavi recenti ha permesso di mettere in luce resti importanti di epoca medievale e moderna sovrapposti ai contesti di età antica.


1 Trasformazioni del litorale nell’età del Bronzo e nell’Altomedioevo

Alla fine della Preistoria, il sito corrisponde ad una zona paludosa ben presto bonificata dai Greci, due secoli dopo la fondazione della colonia focese. Lo scarico di terra, di sterpaglie e di circa 200 anfore costituisce una sistemazione molto simile a quella ritrovata al Jardin des Vestiges, a nord del bacino di acqua dolce. Si tratta senz’altro di lavori legati alla creazione di una strada destinata a costeggiare il bacino del Vieux-Port. Uno iato cronologico separa questi livelli ai resti di età romana. Una grande piattaforma, forse un’area di scarico merci è a quest’epoca realizzata in fondo al porto. Tagliata da un piccolo fosso orientato in senso NS, questa struttura è fiancheggiata da un canale che forse è servito per l’accostaggio di imbarcazioni di piccolo tonnellaggio. Questo insieme è abbandonato solamente alla finedell’Antichità (un frammento di imbarcazione del basso Impero reimpiegata lo attesta), molto probabilmente a causa di un innalzamento del livello delle acque. Nel corso del V e del VI secolo, il litorale subisce ancora un’evoluzione con la comparsa di una spiaggia. Alla fine del VI secolo, l’insieme della zona è rasato, con ogni probabilità per l’installazione di saline cui sembrano corrispondere i livelli archeologici. I secoli seguenti non hanno lasciato tracce.


2 La progressiva urbanizzazione

Una trasformazione significativa ha luogo alla fine del XII secolo: una larga strada, limitata da fossati di drenaggio e costeggiata da un piccolo corso d’acqua artificiale, viene tracciata sull’impianto delle saline abbandonate. E’ la premessa alla creazione di un sobborgo della Marsiglia medievale. Molto rapidamente, lungo quest’asse viario, che lega la città al suo territorio meridionale, vengono realizzate numerose costruzioni. A SO, l’ospedale del Saint-Sépulcre è organizzato attorno ad un grande ospizio edificato all’inizio del XIII secolo, al quale vengono affiancati, alcuni decenni più tardi, dei nuovi edifici che occupano la quasi totalità di un isolato di forma triangolare. A est della strada, un vasto terreno è progressivamente diviso in lotti ed occupato, in particolare con la creazione di una conceria verso la metà del XIII secolo.


3 Il sobborgo Sainte-Catherine nella prima metà del XIV secolo

Alla fine del XIII secolo, tutti gli spazi liberi sono ormai occupati da case, compreso lo spazio dell’antico ospedale ormai scomparso. E’ in questo momento che ha luogo la costruzione di una cinta lungo il Plan Formiguier (zona compresa tra la strada ed il mare), accompagnata dalla realizzazione di un profondo fossato. La configurazione del sobborgo non subisce più mutamenti fino alla sua scomparsa, verso il 1360, di fronte alla minaccia costituita dai reparti militari smobilitati nel corso della guerra dei Cent’anni. Tutte le case del sobborgo vengono allora distrutte ed i materiali recuperati.


4 Dalla distruzione del sobborgo medievale alla piazza attuale

I nuovi assedi della città nel corso del XVI secolo (1524, 1536 et 1591) causano nuove trasformazioni degli spazi urbani: la strada principale entra in progressivo disuso con la chiusura della porta della città mentre la fortificazione ed il fossato in particolare sono periodicamente restaurati. Bisognerà attendere il secondo quarto del XVII secolo per vedere la costruzione di nuove case. Il processo subisce un’accelerazione ed arriva al termine con l’ampliamento voluto da Luigi XIV. Da questo momento, a partire dagli anni 1670/1680, il quartiere è integrato nella città. Dei progetti di realizzazione di una piazza reale impediscono però delle più vaste trasformazioni. Il loro abbandono, verso la metà del XVIII secolo, è seguito da una rettifica della antica strada medievale e dalla ricostruzione di un isolato di case. La sua distruzione all’inizio del XIX secolo creerà la Piazza Général de Gaulle come la conosciamo oggi.


5 La ceramica dalla fine del XIIs. alla fine del XIV s. Tipocronologia

Lo studio della ceramica medievale si lega al contesto archeologico provenzale. Il modesto numero di frammenti (7 186, di cui 2 792 residui) non permette di realizzare delle curve fini di produzione per fase. Tuttavia la qualità e la diversità delle ceramiche illuminano in modo convincente aspetti del consumo di un grande centro portuale del Mediterraneo in relazione con Spagna, Italia, Africa settentrionale, l’Oriente. Esse offrono ugualmente la possibilità di un approccio all’uso delle stoviglie prodotte in un altro quartiere, Sainte-Barbe, e recentemente studiate.


6 La ceramica moderna

La ceramica moderna (8 832 frammenti) si presta meglio ad un’analisi cronologica delle produzioni. Sotto questo aspetto, appaiono dei «tempi forti» (terzo quarto del XVII secolo, ma soprattutto 1720-1790) che accompagnano delle trasformazioni di cui l’archeologia ci offre un’illustrazione concreta. Lo studio delle produzioni testimonia, come per il Medioevo, un approvvigionamento dall’insieme del Mediterraneo e al di là, a partire dal XVIII s.


7 I reperti non ceramici

Tra i reperti metallici, un insieme di proiettili di fionda in piombo ritrovati su livelli di frequentazione dell’area portuale romana e in un edificio della tarda Antichità permette di proporre una loro utilizzazione nel corso degli assedi della città alla fine dell’Antichità. Le monete, non molto numerose, testimoniano proporzionalmente dei diversi periodi attestati sul sito. Il resto dei reperti (1770 oggetti) è costituito da elementi di carpenteria ma anche di oggetti della vita quotidiana (ditali, fuseruole). Da notare in particolare la presenza di palle di legno del XVII s. legate alla vicinanza del Petit Jeu de Mail. L’insieme di questi oggetti restituisce una visione del quotidiano di questo sobborgo.


8 I documenti d’archivio

Lo studio degli archivi ha sensibilmente arricchito la comprensione del sito. Concentrato innanzitutto sulla fortificazione della città, si è in seguito occupato a comprendere meglio l’evoluzione dei terreni situati fuori della cinta muraria. Due elementi chiave hanno permesso di illuminare queste vicende: anzitutto l’identificazioned dell’ospedale del Saint-Sépulcre, creato alla fine del XII e s. e scomparso verso il 1280 ; in seguito la scoperta di un testo del 1301 che menziona i possedimenti di un signore marsigliese, filippo Anselmo, a sud della città, nel sobborgo di Santa Caterina. La corrispondena tra resti portati alla luce dagli scavi e i testi è stata così verificata. Per l’Età moderna lo studio ha permesso soprattutto di comprendere le trasformazioni dello spazio nei decenni che hanno seguito gli ampliamenti di Luigi XIV.


9 Geomorfologia, fauna e paleoambiente

Lo studio geomorfologico ha interessato lo spostamento del livello del mare nel corso dei secoli, grazie al confronto con gli scavi della riva nord del Vieux-Port. La fauna, come i molluschi, è stata oggetto di uno studio finalizzato soprattutto a ritrovare le caratteristiche dlell’alimentazione dal medioevo ai giorni nostri. Infine lo studio degli insett ha permesso di approcciare il campo paleoambientale, rivelando un ambiente estremamente antropizzato.


10 Sintesi

Questo studio contribuisce a riare vita ad uno spazio importante della città, situato a sud di essa nelle vicinanze immediate del porto. La sua evoluzione è emblematica della crescita di Marsiglia che segue il ritmo dell’attività economica del porto.

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