Dichiarazione in favore di una carta per l’Europa della cultura

Noi, rappresentanti degli Stati membri dell’Unione europea, convinti che la cultura sia all’origine dell’Europa nella quale viviamo e che rappresenti una dimensione fondamentale dell’identità e della cittadinanza europee, ci impegnamo per fare della cultura una priorità della costruzione europea.

Riaffermiamo che la cultura contribuisce anche tanto allo sviluppo economico, all’occupazione e alla coesione sociale e territoriale, quanto allo splendore dell’Europa nel mondo.

Siamo convinti che il trattato che stabilisce una Costituzione per l’Europa, rafforzando le istituzioni dell’Unione ed erigendo, tra l’altro, il rispetto della diversità culturale e delle tradizioni dei popoli dell’Europa nel novero degli obiettivi dell’Unione europea, favorirà l’applicazione di tale priorità.

Riaffermiamo che proteggere la ricchezza della diversità culturale e linguistica costituisce un obiettivo fondamentale della nostra azione congiunta, come lo indica il motto dell’Unione : « Unita nella diversità »

In tale contesto, riaffermiamo che la politica dell’Unione e le politiche dei suoi Stati membri, che hanno un’incidenza culturale e linguistica, sono fondate in particolare sui seguenti principi:

- il riconoscimento che i beni e servizi culturali e audiovisivi non sono merci ordinarie;

- La sussidiarità nell’equo rispetto dell’organizzazione interna degli Stati e nella ripartizione delle competenze culturali all’interno di ognuno di loro;

- Il diritto degli Stati, delle regioni, dei comuni e degli altri enti locali nell’ambito delle loro rispettive competenze, ad applicare le politiche e le misure che giudicano appropriate a preservare e sviluppare le loro espressioni culturali ed artistiche;

- Tener conto in modo orizzontale, nell’applicazione delle politiche dell’Unione europea fondate su altre competenze, della specificità dei beni e servizi audiovisivi ed altri beni e servizi a carattere culturale in modo da rispettare e promuovere la diversità delle culture. Questo principio vale in particolare per le politiche relative :
- al mercato interno e alla concorrenza, in particolare per quel che riguarda l’esame della compatibilità dei sussidi statali con il mercato interno;
- al commercio esterno, dato che la negoziazione degli accordi commerciali relativi ai servizi audiovisivi e culturali deve ottenere l’accordo unanime degli Stati membri qualora la conclusione di tali accordi rischiasse di portare pregiudizio alla diversità culturale e linguistica dell’Unione europea.

- Il contributo della cultura allo sviluppo sostenibile, alla solidarietà tra i popoli, al commercio libero e solidale, in modo da porre rimedio in particolare agli squilibri di flussi e scambi di beni culturali su scala mondiale; l’Unione europea deve essere particolarmente vigile nel favorire il dialogo interculturale al suo interno e con i paesi terzi.

- Il rispetto del ruolo particolare delle istituzioni culturali pubbliche negli Stati membri tanto per il mantenimento e la promozione della diversità di forme d’espressione artistiche e di contenuti culturali, quanto per l’affermazione del pluralismo dei media e della diversità di opinioni inerenti alle società democratiche.

Riaffermiamo inoltre la necessità di garantire un finanziamento appropriato a progetti, istituzioni e reti culturali europee.

Siamo convinti che con il rispetto e l’applicazione attiva di questi principi, la cultura potrà diventare un affermato progetto politico per l’Europa. Questo progetto, fondato sulla preservazione e la promozione della diversità culturale, rafforzerà il sentimento d’identità europea, la consapevolezza di ognuno dei suoi concittadini di appartenere ad una comunità di valori e la loro volontà di costruire insieme un futuro comune.

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